Nel precedente articolo abbiamo visto perché molti imprenditori arrivano impreparati alla scadenza di giugno.
Il problema di fondo è uno solo: non hai una stima aggiornata di quanto dovrai pagare.
Questo articolo ti dà il metodo per costruirla. Non è complicato. Richiede 30 minuti una volta all'anno e un aggiornamento trimestrale di 10 minuti.
Se sai a gennaio che a giugno pagherai circa 18.000 euro di imposte, hai 6 mesi per prepararti. Se lo scopri a maggio, ne hai 6 settimane.
Cosa ti serve per fare la stima
Prima di iniziare, raccogli tre numeri:
- Il tuo reddito imponibile dell'anno scorso (lo trovi nella dichiarazione dei redditi o te lo dà il commercialista)
- Le imposte pagate nell'anno scorso (saldo più acconti: anche questo nella dichiarazione o dallo storico F24)
- Una stima del tuo reddito dell'anno in corso (anche approssimativa: fatturato previsto meno costi fissi meno variabili)
Con questi tre numeri puoi fare una stima ragionevole in 15 minuti.
Il metodo storico: parto dall'anno precedente
Il metodo più semplice usa l'anno scorso come base. È lo stesso che usa l'Agenzia delle Entrate per calcolare gli acconti.
Formula:
Acconti anno corrente = Imposte anno precedente x 100%
(divisi: 40% a giugno, 60% a novembre)
Se l'anno scorso hai pagato 20.000 euro di IRPEF, il tuo obbligo di acconto quest'anno è:
- Giugno: 8.000 euro (più il saldo dell'anno precedente)
- Novembre: 12.000 euro
Quando funziona: se il tuo reddito è stabile e simile all'anno precedente.
Quando inganna: se il tuo anno sta andando molto meglio o molto peggio dell'anno scorso. In quel caso, le stime sono lontane dalla realtà.
Il metodo previsionale: stimo l'anno corrente
Se il tuo business sta cambiando (in meglio o in peggio), conviene stimare il reddito dell'anno in corso.
Step 1: stima il reddito imponibile annuale
Parti dal tuo fatturato previsto a fine anno. Poi sottrai i costi deducibili.
Un modo pratico: prendi i dati degli ultimi 3-6 mesi, calcola la media mensile del margine al netto dei costi, e moltiplica per 12.
| Voce | Importo mensile medio | Importo annuale stimato |
|---|---|---|
| Ricavi netti | 25.000 euro | 300.000 euro |
| Costi variabili | 10.000 euro | 120.000 euro |
| Costi fissi | 8.000 euro | 96.000 euro |
| Margine operativo | 7.000 euro | 84.000 euro |
| Compenso amministratore | 3.500 euro | 42.000 euro |
| Reddito imponibile stimato | 3.500 euro | 42.000 euro |
(I numeri sopra sono semplificati. Il tuo commercialista aggiusterà le voci non deducibili, gli ammortamenti, le quote associative, ecc. Ma per una stima di massima, funziona.)
Step 2: applica l'aliquota
Per IRPEF (titolare individuale o socio che imputa il reddito):
| Scaglione 2026 | Aliquota |
|---|---|
| Fino a 28.000 euro | 23% |
| Da 28.001 a 50.000 euro | 35% |
| Oltre 50.000 euro | 43% |
Sull'esempio di 42.000 euro di reddito imponibile:
- Primi 28.000 euro x 23% = 6.440 euro
- Restanti 14.000 euro x 35% = 4.900 euro
- IRPEF lorda stimata: 11.340 euro
- Meno detrazioni e crediti (stimati): circa 1.000-1.500 euro
- IRPEF netta stimata: circa 9.800-10.340 euro
Per IRES (SRL o SPA):
L'aliquota è fissa al 24% sull'utile netto della società. Più semplice da calcolare.
Su un utile stimato di 42.000 euro: 42.000 x 24% = 10.080 euro di IRES.
Step 3: calcola saldo e acconto
Ora hai la stima dell'imposta totale dell'anno corrente. Devi confrontarla con quello che hai già pagato come acconto.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Imposta stimata anno corrente | 10.080 euro |
| Acconti già versati (metodo storico) | 9.600 euro |
| Saldo stimato a giugno prossimo | 480 euro |
| Primo acconto anno prossimo (40%) | 4.032 euro |
| Totale stimato da versare a giugno | 4.512 euro |
Questa è la cifra che dovresti avere già messo da parte.
La riserva fiscale mensile: il sistema che funziona davvero
Fare la stima una volta è utile. Ma il metodo che elimina il problema alla radice è diverso: accantonare ogni mese una percentuale del fatturato come riserva fiscale.
Come calcolarla:
Prendi l'imposta totale stimata per l'anno (saldo più acconti, compresi i contributi INPS). Dividila per 12. Quella è la quota mensile da mettere da parte.
Esempio:
- IRPEF stimata: 10.000 euro
- Contributi INPS stimati: 6.000 euro
- Totale oneri fiscali e previdenziali: 16.000 euro
- Riserva mensile: 16.000 / 12 = 1.333 euro al mese
Apri un conto separato (o usa un sottoconto) e trasferisci quella cifra ogni volta che incassi le fatture principali del mese. Quando arriva giugno, i soldi ci sono già.
Il segreto non è guadagnare di più. È non spendere quello che non è tuo. Una parte di ogni incasso è già dell'Agenzia delle Entrate: mettila da parte subito.
Quando aggiornare la stima
La stima annuale non è un documento fisso. Va rivista quando cambiano le condizioni.
| Quando aggiornarla | Perché |
|---|---|
| Fine marzo | Hai i dati del primo trimestre: aggiusta la proiezione annuale |
| Fine giugno | Hai metà anno: la stima diventa più precisa |
| Settembre | Ultimo aggiornamento prima del secondo acconto di novembre |
| Quando cambia qualcosa di importante | Un cliente grande che se ne va, un investimento, un nuovo contratto |
Ogni aggiornamento richiede 10 minuti se hai i dati del conto economico aggiornati.
Se non hai un conto economico mensile, questo è il momento giusto per costruirlo. Il metodo base lo trovi qui: Come leggere un conto economico in 3 minuti.
I contributi INPS: non dimenticarli
Molti titolari si concentrano sulle imposte e dimenticano i contributi. È un errore.
Per artigiani e commercianti, i contributi INPS si dividono in:
- Contributi sul minimale: fissi, indipendenti dal reddito (circa 3.800-4.200 euro annui nel 2026)
- Contributi sul reddito eccedente: circa il 24% sul reddito che supera il minimale
Su un reddito di 42.000 euro, i contributi totali possono arrivare a 8.000-10.000 euro. Si pagano alle stesse scadenze delle imposte (giugno e novembre).
Sommati all'IRPEF, l'esborso totale di giugno può essere il doppio di quello che ti aspetti se consideri solo le tasse.
Un check rapido da fare oggi
Se non hai ancora fatto la stima per quest'anno, dedica 20 minuti adesso:
- Recupera l'importo delle imposte pagate nel 2025 (dal cassetto fiscale o dal commercialista)
- Stima se il 2026 sta andando meglio o peggio del 2025 (e di quanto, in percentuale)
- Aggiusta il numero di conseguenza
- Dividi per 12: quella è la tua riserva mensile ideale
- Controlla quanto hai già accantonato: la differenza è quello che devi recuperare entro giugno
Non deve essere preciso al centesimo. Deve essere abbastanza vicino da non sorprenderti.
Domande frequenti
Posso fare questa stima da solo o ho bisogno del commercialista?
La stima di massima puoi farla tu con i dati che hai. Per la dichiarazione ufficiale e per ottimizzare le deduzioni, hai bisogno del commercialista. Ma per sapere "più o meno quanto dovrò versare", bastano i dati che ti ho mostrato.
Cosa faccio se la stima dice che ho già speso quello che dovevo accantonare?
Inizia ad accantonare da ora per la parte rimanente dell'anno. L'obiettivo è ridurre il danno futuro. Per il pagamento di giugno, valuta con il commercialista se usare il metodo previsionale per ridurre l'acconto se il tuo reddito è in calo.
Quanto posso ridurre gli acconti con il metodo previsionale?
Puoi ridurli fino all'importo che prevedi di dover pagare sulla base del reddito stimato per l'anno in corso. Se sbagli e dichiari un reddito inferiore a quello reale, pagherai interessi sulla differenza (circa il 4-5% annuo). Conviene essere prudenti.
La riserva fiscale va su un conto separato?
Non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato. Se i soldi stanno sul conto corrente operativo, tendono a sparire. Un conto separato (anche un semplice conto deposito) crea una separazione mentale e pratica che funziona.
Cosa succede se accantono troppo?
Niente di grave: a giugno paghi meno di quello che hai messo da parte e la differenza torna disponibile. Meglio accantonare un po' in più che un po' in meno.


