"Quanto mi costa un tecnico idraulico dipendente?"
Domanda semplice. Risposta sbagliata nella maggior parte dei casi.
Quasi tutti guardano la paga oraria — quello che il dipendente riceve in busta paga. Ma quella non è la risposta giusta. La risposta giusta è il costo orario aziendale reale, che include tutto quello che paghi come datore di lavoro.
La differenza tra i due numeri è spesso il 70-80%. Se fai i preventivi con il numero sbagliato, stai perdendo margine su ogni ora lavorata.
Il costo orario reale di un tecnico non è la paga oraria. È la paga oraria più tutti gli oneri contributivi, più le ore non produttive, più la quota annua di TFR, ferie, 13ª e 14ª. Solo con questo numero puoi costruire preventivi corretti.
Il calcolo passo per passo
Prendiamo un esempio concreto: tecnico idraulico, livello 3° CCNL Metalmeccanici, esperienza media.
Step 1 — Retribuzione lorda annua
| Voce | Importo |
|---|---|
| Paga base mensile (13 mensilità) | 22.100 € |
| Indennità varie (trasferte, rischi) | 1.800 € |
| Retribuzione lorda annua | 23.900 € |
Step 2 — Oneri contributivi a carico azienda
| Voce | % sulla RAL | Importo |
|---|---|---|
| INPS (aliquota media) | 30% | 7.170 € |
| INAIL (settore impianti) | 7% | 1.673 € |
| Totale oneri contributivi | 8.843 € |
Step 3 — Costi differiti
| Voce | Importo |
|---|---|
| TFR accantonato (6,91% della RAL) | 1.651 € |
| Fondo pensione integrativo (se previsto) | 500 € |
| Totale costi differiti | 2.151 € |
Step 4 — Costo aziendale totale annuo
23.900 + 8.843 + 2.151 = 34.894 euro/anno
Da costo annuo a costo orario
Le ore contrattuali annue sono 2.080 (40 ore × 52 settimane). Ma le ore effettivamente lavorate e produttive sono meno:
| Riduzione | Giorni |
|---|---|
| Ferie (contratto 26 giorni) | −208 ore |
| Permessi ROL (contratto medio) | −72 ore |
| Festività (11 giorni) | −88 ore |
| Malattie (media settore 8 gg) | −64 ore |
| Ore effettivamente lavorate | 1.648 ore |
Ma delle 1.648 ore lavorate, non tutte sono produttive (fatturabili):
- Tempo di spostamento tra cantieri: stimato 15-20%
- Riunioni, formazione, attività interne: 5-8%
Ore fatturabili stimate: 1.300-1.400 ore/anno
Costo orario per ore fatturabili:
34.894 ÷ 1.350 = 25,8 euro/ora
Questo è il costo orario reale che devi recuperare in ogni ora di lavoro fatturata.
Il confronto con la tariffa di mercato
Se fatturi 45 euro/ora di manodopera e il costo reale è 25,8 euro:
- Margine sulla manodopera: 19,2 euro/ora (43%)
Se fatturi 35 euro/ora:
- Margine sulla manodopera: 9,2 euro/ora (26%)
Se fatturi 28 euro/ora:
- Margine sulla manodopera: 2,2 euro/ora (9%) — praticamente zero
E da questo margine devi ancora coprire i costi fissi aziendali (ufficio, mezzi, assicurazioni, overhead).
La decisione: assumere o subappaltare?
Questo calcolo serve anche per rispondere a una domanda frequente: mi conviene assumere un altro tecnico o subappaltare il lavoro extra?
Assumere: costo fisso da 28.000-38.000 euro/anno indipendentemente dal volume. Conveniente se hai lavoro continuativo per almeno 1.200 ore/anno.
Subappaltare: costo variabile, tipicamente 30-40 euro/ora per un artigiano qualificato. Conveniente se il lavoro extra è episodico o stagionale.
La soglia di indifferenza è circa 1.000-1.100 ore/anno di lavoro aggiuntivo. Sopra quella soglia, assumere costa meno. Sotto, subappaltare è più conveniente.
Come usare questo calcolo nella gestione quotidiana
Stampa questo numero — il tuo costo orario reale — e mettilo nel cassetto vicino al tariffario.
Ogni volta che fai un preventivo, controlla: la tariffa di manodopera che sto applicando supera il costo orario reale di almeno il 35-40%? Se la risposta è sì, il preventivo è sano. Se è no, stai lavorando in perdita o in pareggio sulla manodopera — e ancora devi coprire i costi fissi.
Non è un esercizio teorico. È il fondamento di ogni preventivo corretto.
Se vuoi applicare in modo strutturato i principi di questo articolo, Utilius è la piattaforma nata per i titolari di PMI italiane che vogliono il controllo di gestione in autonomia, senza dipendere dal commercialista per ogni dato.
Una volta separati i costi fissi dai variabili, il passo successivo è calcolare il punto di pareggio.


