Hai un dipendente con uno stipendio lordo di €2.000 al mese.
Quanto ti costa davvero?
La risposta che quasi tutti gli imprenditori danno è sbagliata. Non è €2.000. Non è €2.200. È più vicina a €2.650.
E nel 2026, con i nuovi contratti che stanno partendo in questi mesi, quel numero è salito ancora.
Lo stipendio che leggi sul contratto non è quello che paghi tu. Ogni dipendente ti costa circa un terzo in più — e quasi nessun imprenditore lo sa con precisione.
Perché paghi molto più dello stipendio
Quando assumi qualcuno, oltre allo stipendio paghi tre cose extra. Obbligatorie per legge. Che non compaiono in busta paga ma escono dal tuo conto ogni mese.
I contributi previdenziali. Circa il 24% dello stipendio lordo. Vanno all'INPS. Li paga l'azienda, non il dipendente.
L'assicurazione contro gli infortuni (INAIL). Dipende dal settore. In un ufficio è poca cosa. In un cantiere o in un magazzino è molto di più.
Il TFR. Il trattamento di fine rapporto. Lo accumuli ogni mese — circa il 7% dello stipendio — e lo paghi quando il dipendente se ne va. È un costo differito, ma è un costo.
Sommati insieme, queste tre voci aggiungono circa il 32-35% in cima allo stipendio lordo.
Il costo del personale, in altre parole, non è una voce semplice. È una delle componenti più pesanti dei tuoi costi fissi — e spesso anche una delle meno monitorate. Se non hai ancora separato con chiarezza costi fissi e variabili nella tua azienda, l'articolo Costi fissi e variabili: come separarli (e perché cambia tutto) è il punto di partenza giusto.
I numeri concreti nel 2026
Basta con i concetti. Questi sono i numeri reali.
| Stipendio lordo annuo | Mensile lordo | Costo reale azienda/mese |
|---|---|---|
| €24.000 | €2.000 | €2.654 |
| €34.000 | €2.833 | €3.760 |
| €48.000 | €4.000 | €5.309 |
La colonna di destra è quello che esce davvero dal tuo conto, mese dopo mese.
Come si calcola: stipendio lordo × 1,33 è la formula rapida. Per un calcolo più preciso, aggiungi al lordo: contributi INPS datore (~24%), INAIL (0,5–3% a seconda del settore), TFR (~7,41% del lordo) e le eventuali mensilità aggiuntive spalmate sul mese.
Cosa è cambiato rispetto all'anno scorso
L'ISTAT ha misurato i costi del lavoro in Italia fino al terzo trimestre 2025. Il risultato: +3,3% in un anno.
Non è enorme. Ma non è zero.
Su un dipendente che ti costava €3.600 al mese un anno fa, oggi ne paghi circa €3.720. Centoventi euro al mese in più. Per una persona sola.
Se hai cinque dipendenti nella stessa fascia, stai assorbendo €7.200 all'anno di costi fissi in più rispetto a dodici mesi fa. Senza aver assunto nessuno. Senza aver comprato nulla.
Quei €7.200 escono dal tuo utile. Ogni anno. In silenzio.
La cosa che nessuno ti dice sui nuovi contratti 2026
In questi mesi stanno partendo i rinnovi dei contratti collettivi. Il governo ha introdotto una riduzione delle tasse sugli aumenti — così il dipendente riceve più soldi in busta paga.
Bene per lui.
Per te che sei l'azienda? Il costo sale lo stesso. Quel beneficio fiscale va al lavoratore, non a te. Tu continui a pagare lo stipendio più tutti gli oneri, come prima — solo che lo stipendio è più alto.
È una cosa che in pochi spiegano con chiarezza. E che cambia i tuoi calcoli se stai valutando un'assunzione in questo momento.
La domanda giusta prima di assumere
Molti imprenditori, quando valutano un'assunzione, pensano allo stipendio. La domanda corretta è un'altra.
Quanto fatturato in più devo fare per coprire questa persona?
Se il tuo margine di contribuzione — quello che ti resta dopo aver pagato i costi variabili — è il 35%, un dipendente che ti costa €2.654 al mese richiede almeno €7.583 al mese di lavoro aggiuntivo solo per pareggiarsi. Non per guadagnare di più. Solo per non perdere.
Questa è esattamente la logica del punto di pareggio applicata a una singola risorsa. Se vuoi capire come calcolarlo in modo preciso, l'articolo Break-even point: formula, calcolo e come abbassarlo ti dà tutti i numeri.
Se non sai rispondere a questa domanda prima di firmare il contratto, stai assumendo a intuito.
Cosa fare adesso, concretamente
Prendi il foglio paga dell'ultimo mese di ogni dipendente. Guarda lo stipendio lordo. Moltiplicalo per 1,33.
Quello è il costo reale di quella persona per la tua azienda.
Adesso somma tutti. Quel numero totale sono i tuoi costi fissi del personale mensili — l'impegno fisso che hai, ogni mese, indipendentemente da quante vendite fai.
Se quel numero ti sorprende, hai già capito qualcosa di importante su come sta andando la tua azienda.
Il passo successivo è capire qual è la percentuale che il costo del personale occupa sul tuo fatturato — e confrontarla con i benchmark del tuo settore. I 5 KPI che ogni PMI italiana dovrebbe guardare ogni settimana includono proprio questo indicatore.
Le domande più frequenti
Quanto costa un dipendente con €30.000 di stipendio lordo annuo?
Nel 2026, il costo reale per l'azienda è circa €39.500–€40.500 all'anno. Circa il 32-35% in più rispetto allo stipendio lordo. La differenza sono i contributi previdenziali, l'assicurazione infortuni e il TFR — tutti obbligatori, tutti a carico dell'azienda.
I nuovi contratti 2026 costano meno alle aziende?
No. La riduzione delle tasse introdotta dal governo va in busta paga al lavoratore. Per l'azienda il costo del personale rimane invariato — anzi, sale perché gli stipendi aumentano. Il risparmio fiscale non riguarda chi paga lo stipendio, ma chi lo riceve.
Come faccio a sapere se posso permettermi una nuova assunzione?
Calcola quanto ti costerebbe davvero (stipendio lordo × 1,33). Poi chiediti: con il margine che ho oggi, quante vendite in più devo fare per coprire quella cifra ogni mese? Se non riesci a stimarlo, devi prima capire il tuo margine di contribuzione — il resto viene da sé.
Vale anche per i part-time o solo per i full-time?
Vale per tutti i contratti di lavoro dipendente. Il calcolo è proporzionale: un part-time al 50% ha un costo azienda pari a circa il 50% di un full-time equivalente, con gli stessi oneri percentuali.
E i collaboratori in partita IVA?
Con un collaboratore in P.IVA non paghi contributi INPS né TFR — ma paghi il compenso lordo pattuito, più l'eventuale ritenuta d'acconto che anticipi per suo conto. Il costo è più lineare, ma la flessibilità ha un prezzo diverso: se il rapporto viene riqualificato come lavoro subordinato, i rischi economici e legali possono essere significativi.


